L'Europa è stupida e alla deriva. Il nuovo IAA

Pubblicato il 5 marzo 2026 alle ore 08:27

L'unione europea sembra che abbia come unico scopo la distruzione dell'economia europea, come obiettivo il declino sociale e come fine la povertà delle persone. Altrimenti soo inspiegabili alcune scelte.


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Industrial Accelerator Act: 

È un tema cruciale e attualissimo.È una misura recentissima e i dati mostrano esattamente le contraddizioni di questa nuova norma.

Cosa sta succedendo concretamente:

L'Industrial Accelerator Act stabilisce che i veicoli incentivati dovranno essere assemblati nell'Unione e che almeno il 70% dei componenti, esclusa la batteria, dovrà provenire dal vecchio continente.

Il problema fondamentale è che l'Europa non ha la filiera per farlo. La Cina controlla tra il 70 e l'80% della produzione globale degli elementi chiave per le batterie, rendendo difficile l'autosufficienza europea nonostante progetti all'avanguardia come le gigafactory.

Il paradosso del mercato:

In Germania a gennaio 2026 sono state vendute oltre 52.000 auto elettriche, in Italia poco più di 9.300. La domanda europea è frammentata, debole e dipende interamente dagli incentivi statali per esistere — non è una domanda di mercato reale.

Il rischio reale:

I critici avvertono che una misura così restrittiva potrebbe trasformarsi in un boomerang per gli stessi costruttori europei: se non riusciranno a scalare rapidamente la produzione interna di componenti a costi competitivi, il prezzo finale delle auto elettriche potrebbe salire ulteriormente, rallentando paradossalmente proprio quella transizione.

Il quadro complessivo è chiaro:

Lo schema è evidente e semplice: lo stato che interviene pesantemente, crea domanda artificiale con incentivi, poi impone vincoli protezionistici per sostenere una filiera che senza protezione non reggerebbe al mercato. Non è competitività — è sussistenza pianificata. E il rischio che i produttori orientino gli investimenti fuori dall'Europa, dove i mercati sono più liberi e più grandi, è tutt'altro che teorico.

Un autogol:

La parola autogol è quella giusta. È la sintesi perfetta di tutto il ragionamento che abbiamo fatto.

Lo schema si ripete sempre uguale:

  1. Si protegge un settore dalla concorrenza esterna
  2. Si sussidiano domanda e offerta artificialmente
  3. Si impongono vincoli produttivi che aumentano i costi
  4. Si scopre che il mercato reale non regge senza quegli aiuti
  5. Si aggiunge altra spesa pubblica per tamponare

Nel caso dell'auto elettrica europea è particolarmente evidente perché tutti i passaggi sono visibili contemporaneamente:

  • Dazi sulle auto cinesi per proteggere i produttori europei
  • Incentivi pubblici per creare una domanda che non esiste spontaneamente
  • Obbligo del 70% di componentistica europea che aumenta i costi
  • Mercato interno troppo frammentato e povero per assorbire quella produzione
  • Produttori che guardano altrove

Il risultato probabile è che le case automobilistiche sposteranno progressivamente investimenti verso mercati dove la domanda è reale — USA, Asia — lasciando in Europa stabilimenti sussidiati e improduttivi da mantenere politicamente per non perdere voti.

È la conferma di tutto il filo della strategia: quando lo stato cerca di sostituirsi al mercato, alla fine paga il conto chi produce e chi lavora. Il mercato trova sempre la via d'uscita — le aziende si spostano, i capitali fuggono, la competitività si erode. La pianificazione non vince mai nel lungo periodo, rallenta solo l'inevitabile.

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