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É facile affermare che le nostre bollette in Italia sono più care perchè non abbiamo il nucleare (ma anche questo è stato causato da uno stato e una politica con mancanza di visione totale) come la Francia, ma, in realtà, uno dei motivi maggiori per cui si hanno prezzi proibitivi e paghiamo bollettte nelle quali le tasse e i canoni sono maggiori dei consumi è dovuto alla totale mancanza di concorrenza; il mercato in questo settore non esiste.
Certo anzichè un monopolio qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di un oligopolio, ma, nei fatti, questo oligopolio è peggio di molti monopoli. E lo stato e la connivenza tra politica e aziende dell'utility costituiscono una delle tante manifestazioni di associazione a delinquere a danno dei cittadini presenti nel nostro paese.
ANALIZZIAMO ALCUNE CARATTERISTICHE PER MEGLIO CAPIRE
Nel settore delle utility (acqua, gas, elettricità, rifiuti, trasporti locali, ecc.), le barriere all’entrata per i concorrenti sono spesso molto elevate, talvolta considerate eccessive. Questo fenomeno è dovuto a diversi fattori strutturali, normativi ed economici.
Principali barriere all’entrata nelle utility
| Tipo di barriera | Descrizione | Esempi |
|---|---|---|
| Regolamentazione | Autorizzazioni complesse, concessioni pubbliche, licenze esclusive. | Concessioni per distribuzione gas/acqua, autorizzazioni ARERA per energia. |
| Investimenti iniziali | Costi elevati per infrastrutture (reti, impianti, tecnologia). | Rete di distribuzione elettrica, impianti di depurazione acqua. |
| Economie di scala | Vantaggio competitivo per gli operatori già presenti. | Grandi gestori possono offrire tariffe più basse. |
| Accesso alle risorse | Controllo di risorse chiave (es. fonti idriche, giacimenti gas). | Acquedotti, reti fognarie, centrali elettriche. |
| Vincoli normativi | Norme ambientali, sicurezza, standard tecnici stringenti. | Autorizzazioni ambientali, certificazioni di sicurezza. |
| Contratti di lungo termine | Accordi esclusivi con enti locali o fornitori. | Contratti di servizio pubblico con comuni o regioni. |
Perché parliamo di barriere eccessive?
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Protezione degli incumbent: Spesso le normative favoriscono gli operatori storici, rendendo difficile l’ingresso di nuovi player.
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Rischio di monopolio naturale: In alcuni settori (es. distribuzione acqua), la duplicazione delle infrastrutture è inefficiente, ma questo porta a posizioni dominanti non contestabili.
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Lentezza delle procedure: Le autorizzazioni possono richiedere anni ( 5-6 anni solo per avere alcune autorizzazioni e poi inizia la procedura che dura altri 2 anni), scoraggiando l’innovazione e la concorrenza.
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Intervento pubblico: Nel 95% dei casi, le utility sono gestite da società partecipate da enti locali, sono politicizzate e rispondono a dinamiche di partito anzichè al mercato. L'pertura al mercato diventa impossibile da realizzare.
Conseguenze
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Mancanza di concorrenza: Tariffe più alte, minore innovazione, servizi meno efficienti.
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Dipendenza da pochi operatori: Rischio di abuso di posizione dominante.
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Difficoltà per le PMI: Le piccole imprese faticano a entrare nel mercato.
Cosa dice la normativa europea e italiana? Praticamente una farsa
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e l’Unione Europea promuovono la liberalizzazione dei mercati, ma in pratica molti settori restano protetti. Ad esempio:
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Energia: Liberalizzato in modo fittizio perchè, in realtà, ci sono enormi barriere tecniche e commerciali.
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Acqua: Ancora gestita prevalentemente da monopolisti locali.
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Rifiuti: Apertura limitata dove il termine "mercato" è riferito a società pubbliche.
IN SINTESI
Oggi, si mette una toppa con l'aumento Irap del 2% alle Utility, ma ancora una volta è un provvedimento miope che non risolve il problema dalle fondamenta, in un settore che, qualora si decidesse richiederebbe anni per essere trasformato.
Gli italiani, come al solito, non lo sanno, ma iin futuro pagheranno sempre caro i servizi offerti dai monopolisti delle utility.
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