Bilancio 2026: ancora deficit zero

Pubblicato il 3 gennaio 2026 alle ore 14:17

Il senato dell’Argentina ha approvato in via definitiva la Legge di bilancio per il 2026, É la prima manovra approvata dall’inizio del mandato del presidente.

Il senato dell’Argentina ha approvato in via definitiva la Legge di bilancio per il 2026

La legge conferma l’obiettivo del deficit zero come asse portante della politica fiscale, un obiettivo fondamentale per l’amministrazione Milei. Mantenere le spese in equilibrio con le entrate, è un principio basilare per ottenere conti pubblici in ordine e  per contrastare l’inflazione. Inoltre, si evita l'escalation del debito e si conquista credibilità economica e finanziaria. È una strategia che Milei rivendica come irrinunciabile e non negoziabile.

Nel documento di bilancio trovano spazio anche le principali previsioni macroeconomiche per il 2026. Il prodotto interno lordo è atteso in crescita del 5 per cento su base annua, mentre l’inflazione viene stimata al 10,1 per cento. Sul fronte valutario, il dollaro è indicato a 1.423 pesos argentini, un livello che resta al di sotto del tetto massimo attualmente fissato a 1.452,5 pesos. Dati che l’esecutivo presenta come coerenti con un percorso di stabilizzazione graduale dell’economia.

Uno dei punti rivendicati con maggiore forza dal governo riguarda la pressione fiscale. La manovra, infatti, non introduce nuove tasse né prevede aumenti delle aliquote esistenti. Certo, la speranza e l'obiettivo restano, per il futuro, ridurre la tassazione, ma è chiaro che è impossibile avere tutto e subito. Milei ha dimostrato di saper bene come procedere. Ora serve deficit zero senza aumentare le tasse e senza dover far risorso a misure straordianrie. 

Solo il consolidamento equilibrato a livello economico e finanziario potrà consentire anche una riduzione fiscale.

 

Tra gli aspetti più rilevanti del testo vi è anche una maggior autonomia operativa. Il ministero dell’Economia può effettuare operazioni di gestione del debito pubblico. La legge consente interventi di cambio, ristrutturazione e altre operazioni finanziarie finalizzate a migliorare il profilo del debito. Secondo il governo, si tratta di uno strumento che “punta a ordinare gli impegni del tesoro e ridurre i rischi finanziari”, senza incrementare lo stock complessivo del debito.

Il governo ha voluto questa flessibilità perchè ritiene che si potrà a rispondere adeguatamente a eventuali situazioni impreviste senza compromettere l’equilibrio generale dei conti solo con una reattività immediata e decisa da parte dell'esecutivo. L’ammontare complessivo della spesa, assicurano fonti della presidenza, rimarrà invariato, mentre la possibilità di riallocare le risorse consentirà una gestione più agile e tempestiva dell’azione pubblica.

 

Anche per il 2026 viene confermato il percorso di riduzione dei sussidi economici, in particolare nei settori dell’energia e dei trasporti. L’obiettivo dichiarato è rendere più libero il sistema di formazione dei prezzi, concentrando gli aiuti sulle fasce della popolazione con redditi più bassi. Questo consentirà un altro colpo ai parassiti che non avranno accesso a risorse che non gli spettano. Restano invariati anche i criteri restrittivi sui trasferimenti alle province, nonostante le pressioni dei governatori, mentre per la previdenza sociale si applicano i meccanismi vigenti, con adeguamenti destinati a mantenere i livelli di assistenza, una scelta che continua a essere contestata dalle opposizioni. 

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